IMPORTANTE

SIAMO UN GRUPPO DI AMICI CHE CASUALMENTE SI ORGANIZZA PER ANDARE IN MOTO: NON PORTIAMO NE’ ACCOMPAGNIAMO NESSUNO DA NESSUNA PARTE, A VOLTE CAPITA CHE QUALCUNO, DI SUA LIBERA INIZIATIVA, CI SEGUA DA E FINO A DOVE VUOLE.
OGNUNO E’ RESPONSABILE DI SE’ STESSO E DELLA PROPRIA MOTO E DEGLI EVENTUALI DANNI CHE PUO’ SUBIRE O CAUSARE.

se condividi questo, puoi venire a spasso con noi

La prima direttiva

Non ci sono regole,  non è un club, un’associazione, ma solo amici con questa passione comune e un modo simile d’interpretarla: in moto, possibilmente con abbondanza di strade o passaggi non asfaltati, zero competitività e piuttosto due soste in più per ristorarsi o apprezzare un paesaggio, ma anche solo per due chiacchiere e una…cazzata. E come gruppo di amici siamo aperti a chi voglia venire a spasso con noi, il gruppo può evolversi…come ogni gruppo di amici :-)

Vogliamo però poterci ricordare, e nello stesso tempo far sapere a chi vuol condividere paesaggi e percorsi, quale linea seguiamo. È nata così la “prima direttiva“: che altro non è che rispetto per tutti.  Ciò si manifesta in varie sfaccettature, e voglio qui ricordarne solo le principali:

- nei percorsi fuori asfalto disturberemo il meno possibile animali, persone o vegetazione. Quindi moderando in particolare la velocità per renderci anche il meno pericolosi possibile, evitando di rovinare prati o campi, fermandoci x non spaventare animali, salutando persone, etc. Le persone vorremmo che rincontrandoci sapessero che non siamo disturbatori o vandali.

- nei “nostri” percorsi il livello di fuoristrada sarà adeguato ai partecipanti, nessuno si deve sentire escluso o un freno per gli altri. Se nel percorso saranno presenti passaggi impegnativi, ci sarà sempre un’alternativa facile, per chi non sarà adeguatamente preparato ad affrontarli.

- non vogliamo che i passaggi di moto sui percorsi off siano troppo frequenti, per questo evitiamo di ripetere troppo spesso le solite stradelle, alternando con altre mete le nostre giornate motociclistiche,  per lo stesso motivo siamo contrari alle tracce gps,  registrarle e diffonderle equivale a pubblicizzare quei percorsi, che verrebbero così conosciuti e percorsi da molti appassionati. Nulla a che fare con gelosia o altro, solo che se ognuno va per conto suo senza tracce comuni, sicuramente ci distribuiamo meglio disturbando meno. Anche il cercare di fare gruppi non molto numerosi è una nostra preferenza, e non perché ci dispiaccia la compagnia, ma sempre per ridurre al minimo l’impatto dei nostri passaggi.

Non in contrasto con la “prima direttiva”, si potranno spesso riscontrare nei percorsi alcuni passaggi meno facili, questi hanno almeno un duplice scopo: servono spesso per valutare le capacità di qualche nuovo amico presente, per definire un livello da non superare per esempio. Ma saranno anche utili a tutti didatticamente,  una esperienza in più per imparare meglio la guida in fuoristrada, del resto la presenza di altri permette di trovarsi in discreta sicurezza, in quanto possono consigliare, aiutare fisicamente sia durante il passaggio che… nel risolverlo dopo una non buona conclusione, tipo rialzare la moto o riparare etc.

Concludendo, lo spirito guida è il piacere della guida in moto,  dell’esplorazione avventurosa, della riscoperta di splendidi scenari tra le zone che non sono… a migliaia di km, e… lo stare in sana e piacevole compagnia.

A presto!

 

svalvolato nr. 3…

… per sbaglio acquistai un tènèrè…

…per sbaglio mi iscrissi ad un forum…

…per sbaglio conobbi 3 persone meravigliose…

da qui iniziano le mie avventure nel mondo del tènèrè!

passando una vita con moto supersportive non immaginavo cosa poteva essere l’enduro… bèh, un mondo fantastico pieno di emozioni, risate e tanto tanto formaggio e soppressa, a volte anche uova sode.

“la banda della benda”? perché al tuscany adventure ho vinto uno scalda collo bianco e non sopportavo che i miei compagni tornassero a casa a mani vuote, quindi decisi di tagliarlo in 4 parti, risultato?toscana

la nostra normalità è questa foto, nessuna posa di scena. SIAMO NOI!

 

 

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assaggio salato

Non so se tutti, sembra che il grande M non sarà dei nostri in questo, ma siccome potrebbe essere solo un assaggio di un futuro giro per noi tutti….ne metto i preliminari a disposizione per prossime valutazioni, correzioni,  consultazioni e ….azioni varie.

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Ma il Bisso….col Trans? O col DR?

Perché ciò cambia le cose….se dobbiamo stare in tenda!
(io con un trans non ci dormo)
Per la tenda, l’Enduro3 è larga 180cm e io ho due bei materassi gonfiabili presi al decathlon (un singolo ed un matrimoniale), che credo dentro ci possano stare, a dire il vero ne usavo sempre solo uno alla volta…

Oltre alla tenda porto una torcia, niente di che…ma serve.

Poi serve qualcosa per cenar la sera, una lattina di pasta e fagioli la vedo bene….
Del pane lo compreremo prima di salire. Acqua…che va bene anche se buchiamo.
E per la colazione al mattino….un bel pezzo di formaggio!

Abbigliamento caldo per dormire, protettivo da acqua e fresco per il viaggio.
Ferri, camere (ognuno ne porti) io ho anche la svalvolina, e porto del Wd40 spry, sapone, chiavi per la posteriore del ténéré (22/12/10) più una serie di chiavi brugole, ed i ferri di serie. Non ho il cavacandela ;-)
Porto la tenda ed i due materassi, che ci farò entrare ivano solo se mi porta il sacco :-))
Casco con visiera, così se piove sto chiuse dentro, guanti, fascia lombare, stivali, calzettoni, braghe enduro con protezioni e strato x pioggia, giacca enduro idem, spolverino giallo per pioggia, collarino per ….collo, magliette e 2 felpe pile(una sicura per notte), calzamaglia e maglietta maniche lunghe termica per notte. Beauty case….per spazzolata al mattino, piccolo asciugamano.
Porterei le ciabatte, maestro M. insegna, per non girare per l’agriturismo come un cowboy, ma visto che forse si tenda anche sabato sera…ed il posto in moto è limitato…le lassso a casa.
Cos’é che serve per i confini? Oltre la carta verde e quella d’identità? Pacchetto pronto soccorso, uno per moto! Io ne ho uno tedesco…DIN13164 ma temo scaduto, è scritto 2006…
Deciso a venire con le K60 da già 10.000km…incrocio le dita.

Ubi

ecco qui sopra…una recente mail sui preparativi in corso, domani sera la mia moto dev’esser carica ! Non la via del sale, ma una pesante ricognizione di parte di essa…. Piemonte/Liguria/Francia….ci attendono.

Ecco qualche foto di resoconto:

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Dell’andar per moto

Chi si ricorda la prima volta che ha guidato un mezzo due ruote e un motore in mezzo?
Io non avevo ancora in fatidici 14 anni, rubai il Ciao  a mia sorella e corsi subito a farmi vedere dagli amici. Per farla completa caricai dietro il Puffo e via a  scorrazzare allegri per il quartiere in barba ad ogni legge. Tutto prescritto, eh: a quei tempi la miscela costava 500 Lire al litro!

Da quel giorno mia sorella mise il lucchetto al Ciao :)

Poi venne il mio Ciao (vendutomi da mia sorella, guarda caso) e i primi giri sempre più ampi. Le notti a vedere il Rally 2 Valli, la Pisarota in due pedalando come dannati in salita e “in bicicletta” al ritorno. E una trasferta novembrina a Mantova con un freddo becco e i guanti di montone.
Il 125… HD Cagiva SST 125 pagato 300.000 Lire raccolti lavorando un’estate. I miei amici avevano i Gilera Arizona o RV, i Malanca bicilindrici e le Honda NS dal costo di vari milioni. E Vespe, ovviamente. I più fighi con lo stereo nel bauletto, tutti con il Proma.
I fratelli grandi avevo i Tènèrè o le Honda XL con quei serbatoi pronti per il deserto della Parigi-Dakar che tutti progettavamo di fare “l’anno prossimo”.

La prima vacanza in moto: 17 anni, 4 amici, soldi contati, un Cagiva (il mio), un RX Arizona, una Vespa e una canadese (tenda, non una ragazza del Canada). A Gatteo a Mare.
Poi a Rimini/Riccione ci saremmo andati tante altre volte: arrivare alle ciminiere di Ostiglia era come passare le Colonne d’Ercole.

E le Dolomiti, che con il 125 scarburato si facevano in scioltezza. In quella direzione le Colonne d’Ercole era il cartello “fine Veneto/inizio Trentino Alto Adige” sulla SS12.

R_passo rombo_1Passo Rombo, 14-07-1985

Le Pasquette sotto l’acqua che tanto “a Rovereto c’è bello”. Ma non era mai vero.

Poi il 350, un altro. Il 600, un altro. Ed ora un 1200 e un 600.

Ho preso un sacco di freddo e un sacco di caldo. E pioggia. Ho percorso mille-migliaia di Km, un po’ sulle Ande, un bel po’ in Sud Africa, più di mille in Giappone e circa 700 su uno scooter in Laos. Ho avuto amici incidentati e amici che non ci sono più, amici che hanno fatto il giro del mondo e amici che da anni ri- sognano la moto ogni giorno ma non possono (o la moglie non vuole) e so di essere ancora vivo solo  grazie a migliaia di piccoli miracoli.
Non mi è ancora passato, però, il piacere di accendere la moto, schiacciare con il piedino la leva del cambio, lasciare la frizione e…  via!

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Uno….svalvolato

Eccolo quà! …non ora ma allungherò quest’articolo .

image Ci piace andare in ….. moto, ed in particolare abbandonando l’asfalto. Ci piace soffermarci a gustarne i panorami o i sapori locali. Ridiamo molto, ogni battuta è benvenuta,  sappiamo che non abbiamo nulla di cattivo reciprocamente e che tutto è solo ed esclusivamente per sana amicizia.

Ubi in Ténéré
Ubi in Ténéré

 

Vado in moto dall’adolescenza, dalla Vespa50Special ai ténéré, passando da vari trial, custom, turistiche ed enduro’80.  Poi la vela,  e  per questa e per i figli niente moto ma ….ma la passione è tornata, prima con un xt400 ma poi….aggiungendoci un Ténéré660.

(“ciù is mel che uàn”)

Questo “ritorno” mi ha fatto scoprire…riscoprire quanto bella è la terra che mi circonda, in particolare le colline prealpine a quattro passi da casa, con sterrati che arrivano a due minuti veri da casa.

Ma successivamente ho allargato gli orizzonti ed ecco il perché del ténéré oltre alla storica mitica XT400 a pedivella…

un giorno organizzai un giro…mettendone i riferimenti su un forum….e mi si presentano ‘sti tre a partecipare….ne nacque subito un’amicizia poi  consolidata con secondi, terzi, quarti giri compreso un elefanten…avventure che consolidano, sincere esperienze, che son certo proseguiranno a lungo.

Curve, tornanti, saliscendi e (più di tutto) l’esplorazione di nuove piste…mulattiere, sentieri…sono il mio pane, anzi la ciliegina sulla torta. Perchè comunque, anche per il solo andare al lavoro….ho la fortuna di sentire il piacere di andare in moto. Aria, manubrio in mano, vivere la strada per intero, pesi ed equilibri in continuo movimento, é un ballo, con la sua musica dagli scarichi.

e coi tasselli un senso maggiore di libertà, ampia libertà di scelta…

Affezionato e ormai fedele diapason fruitore, logato anche…grazie ad una eccezionale svendita, non sono però un’esclusivista come potrei far credere ad una prima occhiata, per me ogni moto è una moto, e se anche hai un GS o un’Harley…sei uno dei nostri, uno a cui piace quello che piace a me, girare, stare in equilibrio, prendersi anche la pioggia se capita, ma sentirsi vivo, e libero…anche se sono chimere che durano mezza giornata.

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Quattro svalvolati a zonzo